Per carità di Patria…
Il presidente Napolitano continua ad agire al di fuori delle sue prerogative costituzionali. Lo constato con amarezza, giacché la persona – nell’ambito della galassia culturale dell’odierna maggioranza – è fra le poche che stimo.
Sulla politica estera, sulla giustizia, negli accorati appelli alle coalizioni, l’inquilino del Colle ha mostrato noncuranza nei confronti delle regole.
A questo punto urgono chiarimenti : dobbiamo parlare di eccesso di zelo o d’ingerenza? Definire la sinistra radicale un «piccolo gruppo, su posizioni anacronistiche, privo di realismo e con scarso seguito», che mostra aperta «ostilità verso gli Stati Uniti e la Nato», è corretto? Alla vigilia del rifinanziamento sulle missioni internazionali, paventare «gravi conseguenze politiche» per l’esecutivo di centro-sinistra, profondamente diviso al suo interno, è legittimo? Appellarsi pubblicamente affinché al più presto venga modificato l’impianto della legge Castelli, plaudendo alla scelta di clemenza del governo Prodi, è compito di un arbitro al di sopra delle parti? ■


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