G.L.

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agosto 20th, 2006

La vittoria di Hezbollah

Premessa: l’esito del conflitto libanese non è definitivo. Ad oggi, hanno perso i due contendenti ufficiali, il soggetto attivo e quello passivo, ossia il governo israeliano e lo Stato presieduto da Emile Lahoud. La tregua e il plauso della comunità internazionale costituiscono un successo mutilato per ambo i fronti.

A vincere pesantemente, invece, è il movimento armato di Hezbollah, coadiuvato dagli attori del regime teocratico iraniano e dalle comparse del ba’th siriano. Questo cast del terrore, che trova l’ennesimo alleato nel primo partito della Palestina (Hamas), rappresenta il fronte islamico radicale e, con i missili su Haifa, ha potuto lanciare la sua sfida strategica anche a quei regimi “compromessi” con l’Occidente: Arabia Saudita ed Egitto su tutti. Qui, è bene precisarlo, non viene applicata una politica liberale nei confronti delle diverse opinioni politiche, né, tanto meno, esiste un pluralismo religioso. Tutt’altro. La salda alleanza economica con l’Occidente però, permette a Mubarak & C. di trattare le questioni geopolitiche mediorientali su un piano diverso rispetto a Teheran, nella speranza di trovare larghe intese con alcuni ambienti “realisti” di Washington. Tali governi restano comunque inclini all’autoritarismo e proprio il timore di un crollo del regime, causato dal possibile sgambetto islamista delle milizie libanesi, ha portato i rispettivi esecutivi all’appeasement coi miliziani del partito di Dio.

Mentre nel nostro paese l’Ucoii (Unione delle comunità e delle organizzazioni islamiche italiane) – che avrebbe teoricamente il compito di garantire rappresentanza ai cittadini musulmani moderati, per guidare il processo d’integrazione all’interno dell’ordinamento legislativo laico da noi vigente – denuncia la strategia nazista d’Israele, in Libano si rafforza un movimento che si erge a difensore della causa araba, minando, in realtà, gli stessi postulati indispensabili alla nascita dello Stato della Palestina.

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7 Responses to “La vittoria di Hezbollah”

pico says:
agosto 22nd, 2006 at 10:29

Nelle questioni mediorientali passa sempre (troppo?) inosservata l’Arabia Saudita. Che rapporti itrattiene con l’Iran?

israeliano says:
settembre 21st, 2006 at 16:32

io sono un ragazzo israeliano cattolico che studio qua in italia…e vi ringrazio molto di aver parlato di questo argomento che per me e’ importantissimo..
in israele non c’era guerra perche stavamo combattendo con degli estremisti islamici che per loro israele non esiste e vi posso garantire che questi estremisti vogliono una cosa sola…..commandare su questa terra…sui nostri chiese e addirittura trasformarla in muschee..che per me come israeliano e cattolico sarebbe la fine.
noi forse abbiamo perso una battaglia ma non la guerra.
comunque chiedo da voi una risposta : voi che stati vedendo la situazione da lontano come la vedete ??
grazieeee tanto ciaoo

Giuseppe Lombardo says:
settembre 21st, 2006 at 18:00

La mia personale risposta è netta: io sto con Israele.
Per carità, di errori ne avete fatti in abbondanza, c’è una storia tortuosa all’origine di questo conflitto palestinese. Ma siete un’autentica democrazia, avete tradizioni liberali, fate parte dell’occidente da esuli in una patria circondata da potenze ostili.
Mi preoccupa l’islamismo dei fratelli musulmani, della repubblica degli ayatollah e del jihad. L’avanzata di un becero integralismo non è ancora stata percepita dal vecchio continente, troppo interessato al petrolio per ribadire il disprezzo della guerra santa e l’odio verso il terrorismo.

israeliano says:
settembre 22nd, 2006 at 23:47

la tua risposta mostra veramente una conoscenza della situazione che manca a tanti italiani..

in israele ci si spera di vivere bene…dopo tutto che hanno passato gli ebrei in europa sopratutto in germania e in italia anche ci vuole un po di calma e riposo

israele e’ come il gatto che ha paura del nemico per cui basta toccarla attaca con aggressivita..non hanno capito che non lo devono toccare !!

poi una cosa importante quello che e’ successo dopo quello che ha detto il papa benedetto 16…in palestina hanno bruciato 5 chiese e hanno ammazzato altri cristiani che sono cittadini…..Grazie a dio che siamo cristiani in israele protetti dagli ebrei perche se fossimo in altri paesi arabi saremo attacati.

Giuseppe Lombardo says:
settembre 23rd, 2006 at 04:09

Sulle colonne di questo blog ho intervistato alcune persone, tra cui una ragazza iraniana. Lei sottolineava questo aspetto: il problema è il regime teocratico post khomeinista. Con la rivoluzione sono emerse le pulsioni più becere di un antisemitismo panarabo e solo con la fine di quel regime potrà tornare la pace nella Terra Santa. Io condivido in pieno, anche se estenderei il ragionamento all’islamismo in sé (quindi a Hezbollah, ad Hamas, ai Fratelli Musulmani, ecc…).Poi ci sono diversi problemi, tra cui – a mio giudizio – possiamo annoverare un likud troppo chiuso in sé stesso, una sinistra laburista troppo permissiva e una pletora di terroristi mascherati (Al Fatah) che governa l’Olp.

israeliano says:
settembre 23rd, 2006 at 23:47

Golda meir ha detto una volta :- “We will have pease with the arabi when they love their children more than they hate us”
secondo me ha ragione perche loro insegnano le loro bambini a odiare tutto cio che non è arabo e mosulmano…

finche rimangono con questi idee nella testa non potranno mai capire e sapere cose è la pace e convivere con gli altri.

Giuseppe Lombardo says:
settembre 24th, 2006 at 03:25

Non a caso si chiama “integralismo”…

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