G.L.

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aprile 14th, 2008

Avanti il prossimo

Il momento delle urne è il fulcro della vita democratica di un paese. Per il servizio d’informazione prodotto in questi anni e per la rilevanza della tornata elettorale odierna, caratterizzata dalla comparsa di due nuovi soggetti in un sistema proporzionale con premio di maggioranza, non potevamo esimerci dal raccontare gli eventi in presa diretta, tramite un post in continuo aggiornamento. Per comodità del lettore questo spazio verrà elaborato in maniera tale che l’ultima notizia sia sempre in cima all’articolo, sì da avere immediata coscienza della realtà momentanea degli eventi e degli ultimi dati pervenuti. Registreremo, inoltre, non soltanto le percentuali, ma anche le opinioni più interessanti dei vari leaders.

Chiudiamo questa maratona elettorale con i dati(quasi) definitivi [mancano 600 sezioni al Senato e circa 2000 alla Camera]:

Berlusconi: «Siamo aperti al dialogo con l’opposizione. Sono commosso per il risultato elettorale [...] Desidero ringraziare gli elettori [...] Gli anni a venire saranno difficili». Bossi: «Il Federalismo fiscale non penalizzerà il Sud».

Il dado è tratto. Bisognerà quantificare la vittoria.

Veltroni: «Come è prassi in tutte le democrazie occidentali, ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria ed esprimergli l’augurio di un buon lavoro [...] Confermo la nostra piena disponibilità ad affrontare le riforme istituzionali e la riforma elettorale».

Bertinotti: «Una sconfitta netta dalle proporzioni inaspettate. Potrebbe diventare drammatica». Secondo Skytg24 l’ex presidente della Camera avrebbe annunciato le dimissioni dalla leadership della sinistra.

Veltroni: «Ho telefonato a Berlusconi per fargli gli auguri di buon lavoro».

Boselli: «Non credo che sarò ancora io, dopo questa sconfitta, a guidare ancora il Partito socialista. Abbiamo una parte di colpe, ma la responsabilità di Veltroni è gravissima. Ha consegnato il paese nelle mani di Berlusconi».

Proiezioni con copertura al 94%: Veltroni conquista il 38, 5% dei consensi. Berlusconi il 46,7%.

Camera dei Deputati. 13.330 sezioni su 61.062: Pd, 39,5%; Pdl, 44,5%; Udc, 5,2%.

Senato. 37.139 sezioni su 60.048: Pd, 38,8%; Pdl, 46,6%; Udc, 5,6%.

Realacci: «Speravamo di poterci candidare al governo. Se questi risultati vengono confermati, dico che non è compito nostro governare l’Italia oggi».

Paolo Cento: «Siamo all’anno zero della sinistra». Turigliatto: «la Sinistra Arcobaleno si è dissanguata per Prodi a tutto vantaggio di Veltroni».

Casini: «non voteremo la fiducia, ma faremo un’opposizione costruttiva».

Se i dati di cui siamo in possesso venissero confermati il Popolo delle Libertà otterrebbe 166 seggi a Palazzo Madama. Il Partito Democratico 137. L’affluenza definitiva è dell’80,4%.

Lo spoglio ufficiale procede. Sono state scrutinate 5238 sezioni alla Camera su un totale di 61062: il Pd vanta il 40,6% dei consensi, il Pdl il 43%. Al Senato risultano scrutinate 25207 sezioni su 60048 totali. Berlusconi domina col 46,2%, Veltroni arranca col 39,1. Casini strappa il 5,6 ed entra a Palazzo Madama.

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Secondo le proiezioni di Piepoli la distanza al Senato aumenta lievemente: Veltroni 37.9%, Berlusconi 46.4%. Il Ministero informa: su 14094 seggi scrutinati l’asse del centrosinistra si attesterebbe al 39.8%. Il movimento berlusconiano al 45,8%.

Dovrebbe essere l’ 81% il dato d’affluenza complessiva alle urne per il rinnovo della Camera e del Senato. Scorporando i dati il Consortium attribuirebbe nella regione Lazio, secondo le ultime proiezioni, al Partito Democratico il 40% dei consensi e al Popolo delle Libertà quasi due punti percentuali in più. E’ importante ricordare che il Lazio è considerata una regione in bilico.

Rosy Bindi: «Il successo del Partito democratico è innegabile. Possiamo affermare che è il primo partito d’Italia. Il risultato è straordinario per noi, non ci sono dubbi [...] ci troviamo in una situazione capovolta del 2006, nella quale c’è una vittoria alla Camera, ma un sostanziale pareggio al Senato».

Il Ministero diffonde i dati del Senato. Ad ora risultano scrutinati 8711 seggi su un totale di 60048. Risultati provvisori: Pdl 45.4 %, Pd 40.1 %, Udc 5.2 %, Sinistra l’Arcobaleno 3.3 %, La Destra 2 %, PS 0.8% [ore 17.32].

Ipsos non concorda col Consortium di Piepoli. Per l’istituto di statistiche il Pdl sarebbe al 47.2%, mentre Veltroni avrebbe ottenuto il 38,1% dei consensi.

Il Consortium per Sky aggiorna le proiezioni. Questo il risultato momentaneo.

Secondo le prime proiezioni Sky il Pdl è al 43,7% al Senato, il Pd al 39,1.

Calderoli (Lega Nord): «Che la Lega sarebbe andata bene, che sarebbe andata al raddoppio, ce lo sentivamo, ma non ho nessuna intenzione di commentare degli exit poll, bisognerà aspettare qualche ora prima di poter cominciare a ragionare sui dati». Adornato (Udc): «Questi primi dati dicono che siamo la terza forza del Parlamento e che il Pdl al 34% è una sconfitta politica di Berlusconi e del progetto politico di San Babila». Lumia (Pd): «La rimonta c’è ed è impetuosa. L’obiettivo che ci siamo dati – ha proseguito – è quello di fornire al paese, finalmente, una rottura del sistema politico italiano e di avere una sola forza che si candida a governare il paese. Adesso aspettiamo i risultati concreti. Ci potrebbe essere una nostra vittoria di misura». Russo Spena (Sinistra l’Arcobaleno) denuncia il deficit democratico: «si è votato in una fase di torsione bipartitica violenta imposta anche dai mass media. Sembrava che vi fossero solo due contendenti e tutti gli altri di contorno e questo ha fatto percerpire all’opinone pubblica che si trattasse di una questione tra Berlusconi e Veltroni. Ovviamente tutti gli altri sono stati penalizzati».

Terzo exit poll targato Sky. Salutiamo ed auguriamo un buon lavoro ad Andrea e a Daw, amici “di diretta”.

Rendiamoci conto non solo della precarietà dei dati, ma anche dell’ampiezza della forchetta dei sondaggi. Servano da esempio i socialisti: se la lista di Boselli, quotata tra lo zero virgola e l’1%, ottiene la quantità minore dei voti della forchetta Rai, non ottiene il rimborso pubblico. Quasi un’estinzione politica.

Il secondo exit poll fornito da Raidue modifica di poco l’assetto politico. Ricordiamo che parliamo di un sondaggio, una statistica: non esistono allo stato attuale dati certi.

Primo exit poll.

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